Tirocinante ambiziosa e priva di scrupoli, Aslı riversa nella scalata al potere un’ammirazione malata per Lale Kıran, trasformatasi presto in invidia distruttiva. Usa account social falsi, ricatti e manipolazioni per screditare colleghi e rivali, incarnando l’alegoria del „rapace“ che colpisce dall’alto senza essere visto, simbolo di una generazione digitale che antepone la visibilità immediata a ogni etica professionale.

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